PROCESSO TELEMATICO: MASTELLA, ACCELERA LA GIUSTIZIA

(AGI) - Milano, 19 gen. - “L’avvio del processo civile telematico con valore legale non e’ certo un punto di arrivo del processo innovatore finalizzato ad accelerare la giustizia sul quale stiamo lavorando. Si tratta per ora, infatti, di un avvio parziale, limitato al decreto ingiuntivo e ad un tribunale”. Cosi’ il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, intervenuto questo pomeriggio ad un convegno che si e’ tenuto al Tribunale di Milano, sul processo civile e telematico, la cui sperimentazione e’ partita proprio dal Tribunale di Milano e che il ministro si augura possa essere estesa ad altri tribunali in Italia.
“Milano - ha proseguito il ministro - ci dice che la societa’ informatica non e’ solo tecnologia importata, norme che stentano a trovare applicazione. E’ realta’ che induce a guardare con ottimismo il futuro del funzionamento della giustizia. Oggi i decreti ingiuntivi, entro questa primavera anche le esecuzioni immobiliari e le cause previdenziali”. Il ministro ha poi sottolineato che l’architettura tecnologica e’ stata pensata “per l’intero processo civile e puo’ essere messa a disposizione anche delle attivita’ di informatizzazione del settore penale. Si e’ coniugato, in altri termini, una visione globale con la prudenza che e’ opportuna quando si introducono innovazioni che vanno ad intaccare l’intera organizzazione del lavoro”.
Mastella ha spiegato che il processo telematico vuole anche “una riorganizzazione dei servizi che, come gia’ stato detto in passato, permetta di passare dalla cultura dell’adempimento alla cultura del risultato. E’ un’occasione per i magistrati, i dirigenti ed il personale, ed e’ una sfida per dimostrare che, grazie alla tecnologia, la deriva dei ritardi della giustizia, puo’ essere arrestata”.
Il ministro Mastella, infine, ha concluso sottolineando che per una volta “nel travagliato mondo della giustizia registriamo un successo e questo anche grazie al fatto che l’abituale conflittualita’ tra le varie componenti del nostro sistema ha lasciato il posto ad una fattiva collaborazione tra magistrati, avvocati e personale giudiziario”. (AGI)
Fea/Msc