INCHIESTA TELECOM: GIP, DOSSIER IN INTERESSE PROPRIETARIO

(AGI) - Milano, 19 gen. - “Si ha la netta sensazione - scrive nell’ordinanza - che l’obiettivo finale di queste attivita’ fosse quello di anticipare mosse finanziarie e politiche non gradite a qualcuno e predisporre le necessarie contromisure” . Indicative sarebbero in proposito le ’spiate’ all’Autority che aveva inflitto una multa a Telecom e i tentativi di penetrazione informatica degli indagati nei sistemi rivali di Vodafone. A fomentare le “gravissime intromissioni illegali’ sarebbero state “logiche puramente partigiane, nella contrapposizione tra blocchi di potere economico e finanziario e che tendono a beneficiare non gia’ l’azienda come tale, ma colui che, in un dato momento storico, ne e’ proprietario di controllo”. Tronchetti Provera, ex presidente di Teelcom, non e’ mai stato chiamato cosi’ direttamente in causa dall’inizio dell’inchiesta. Il magistrato sembra dunque sciogliere il dubbio se Tavaroli fosse un velenoso cane sciolto all’interno dell’azienda oppure la prima voce di un coro la cui direzione era ancora piu’ in alto. “E’ palesemente inverosimile che Tavaroli gestisse pratiche di questo genere nel suo singolare interesse - osserva Gennari - ne’ e’ pensabile che Tavaroli si sia esposto a rischi quali quelli di cui oggi deve sopportare i costi, senza una definita ed esplicita copertura da parte dei vertici aziendali “. Decisivi nel convincimento del giudice i racconti di Marco Bernardini, indagato ‘pentito’ a causa del richio di essere arrestato e considerato per questo ‘assolutamente credibile’. “L’interesse nei confronti di Mucchetti e Casiraghi - scrive il gip - da parte degli ambienti Telecom (rectius: della massima dirigenza) non puo’ essere ridotto certo a un’invenzione di Bernardini’, e’ verosimile - incalza il gip - che rappresentava la prassi per trattare molti presunti menici all’interno del gruppo”. E’ credibile per il gip e’ anche la testimonianza di Patrizio Mapelli, dipendente di una societa’ di consulenza di Telecom, che ha spiegato di aver ricevuto, nel gennaio-febbraio 2005, una telefonata dall’ex responsabile della Security di Telecom, in cui Tavaroli cito’ il contenuto di un rapporto su Rcs, destinato, a suo dire, all’ex presidente di Telecom, Marco Tronchetti Provera. “Quello che ricordo e’ che verso gennaio-febbraio 2005 - racconta Mapelli - ricevetti in tarda serata, all’incirca verso le 22, una telefonata da parte di Tavaroli sul mio cellulare… E questi mi riferiva che mi avrebbe citato nel contenuto di un rapporto sull’argomento Rcs destinato a Tronchetti”.(AGI)
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