LA NOTIZIA: INTERCETTAZIONI, RAFFICA INTERROGATORI (ORE 17)

(AGI) - Milano, 26 set. - Con i primi interrogatori da parte dei Pm dopo le convalide degli arresti effettuate dal Gip Paola Belsito nei giorni scorsi, riparte senza pause l’inchiesta milanese sugli ’spioni’ che avrebbero controllato le telefonate di centinaia di imprenditori, politici, vip e semplici cittadini attraverso la security di Telecom.
I sostituti procuratori Nicola Piacente, Fabio Napoleone e Stefano Civardi hanno iniziato a sentire gli indagati accusati di aver dato vita ad un’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla rivelazione di segreti d’ufficio ai cui vertici sarebbero stati l’ex responsabile della sicurezza di Telecom, Giuliano Tavaroli e l’investigatore privato Emanuele Cipriani. Davanti ai Pm, il poliziotto fiorentino Sergio Bresciani, definito dal Gip “stabile collaboratore” di Cipriani “con funzione di intermediazione, raccolta, consegna e pagamento degli accertamenti compiuti presso le banche dati in uso alle forze di polizia per conto dell’associazione”; e Marcello Gualtieri, ex commercialista di Cipriani, accusato di aver aiutato l’investigatore a creare un sistema per riciclare all’estero denaro proveniente da appropriazioni indebite.
Tra le maglie dell’inchiesta cominciano intanto a filtrare i primi possibili coinvolgimenti nella ’spy story’ di elementi dei servizi segreti e spunta il nome dell’ex funzionario del Sismi Marco Mancini, gia’ arrestato per concorso in sequestro nell’ambito dell’inchiesta sul rapimento dell’imam Abu Omar. Mancini, confermano fonti della procura milanese, e’ iscritto nel registro degli indagati. Alla base dell’atto, “una telefonata intercettata nel maggio scorso tra un giornalista (il vice direttore di Libero Renato Farina) e un’altra persona - spiega il legale di Mancini, avvocato Luigi Panella - che accusavano il mio assistito”. Da qui una perquisizione “che ha dato esito negativo”. Lo stesso Gip, a proposito di interventi dei servizi segreti, sembra ‘assolvere’ Mancini pur senza citarlo. “Va premesso - scrive nell’ordinanza di custodia nei confronti di Tavaroli - che l’emersione dei rapporti tra Tavaroli, Cipriani e il Sismi non ha consentito di muovere alcuna contestazione ne’ di ascrivere reati a soggetti in qualche modo appartenenti o coinvolti nei servizi”.
Ma lo ’spionaggio’ non sembra sia stato appannaggio solo dell’organizzazione che operava grazie a funzionari Telecom. Oggi, sempre la magistratura milanese, ha arrestato 4 persone (due in carcere e due ai domiciliari) con l’accusa di violazione dei sistemi informatici. Un’inchiesta simile, ma non collegata a quella gia’ sfociata in 21 arresti. In questo caso, a chiedere e pagare, sembra con piccoli favori, informazioni riservate, era un ex carabiniere Jean C., referente dell’agenzia di investigazioni ‘New Global Agency’. A fornigliele un vigile urbano, Massimo M., un finanziere, Fabio R. e un cancelliere, Domenica P., quest’ultima arrestata nel suo ufficio alla procura di Milano proprio a pochi metri di distanza da quello del Pm, Tiziana Siciliano, che ha emesso il provvedimento. (AGI)
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