ELEZIONI: CORBELLI CHIEDE DI ESSERE ASCOLTATO DAI PM

(AGI) - Roma, 24 nov. - Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, firmatario di un esposto alla Procura della Repubblica di Roma su presunti brogli alle elezioni politiche scorse, denunciati anche da Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani, giudica la sua iniziativa e l’indagine della magistratura una “battaglia di verita’ e giustizia”.
Corbelli, in una nota, chiede di essere ascoltato dai magistrati romani per spiegare alcuni “aspetti tecnici inediti” che ritiene assai utili per l’inchiesta e che “potrebbero addirittura dare alla stessa indagine scenari del tutto diversi e imprevedibili”. Il coordinatore di Diritti Civili spiega come sia possibile (e tecnicamente anche assai semplice) violare e poter accedere al sistema informatico del Viminale anche dall’esterno (all’insaputa naturalmente dello stesso Ministero degli Interni) e porre in essere la truffa informatica (con un programma ad hoc) con l’assegnazione automatica (e distribuita in modo proporzionale su tutto il territorio nazionale) delle schede bianche ad un partito politico.
Corbelli afferma che il trucco informatico che potrebbe essere stato utilizzato e’ simile a quello usato dagli hacher per pilotare alcune maxi vincite al Supernalotto, come lo stesso leader di Diritti Civili da anni va denunciando.
“Dopo la mia denuncia - afferma Corbelli - la magistratura fara’ finalmente chiarezza. Grazie al controllo incrociato delle schede bianche si sapra’ la verita’ su quella drammatica notte del 10 aprile. Sono pronto a spiegare ai magistrati di Roma un aspetto che ritengo particolarmente importante, forse decisivo, per lo sviluppo delle indagini: l’ipotesi (concreta e facile, confermata da perizie e pareri di illustri esperti) cioe’ che la manipolazione delle schede bianche (e la loro assegnazione ad un partito politico) sia potuta avvenire dall’esterno del Viminale, magari ad opera dei cosiddetti hacher. Questa operazione, se mai e’ avvenuta, non lascia traccia e nel caso venisse scoperta, con la verifica e il riconteggio delle schede bianche, come ha iniziato a fare la Procura di Roma, non avrebbe un responsabile preciso da individuare. Si potrebbe anche giustificare il fatto come un banale errore (succede) nell’elaborazione dei dati elettorali da parte del Cervellone del Ministero degli Interni. Resta il dubbio e il giallo su quei 24 mila voti che hanno poi consentito al centrosinistra di vincere le elezioni. Perche’, se ci sono stati brogli, non si e’ andati fino in fondo? La risposta potrebbe essere semplice e convincente: perche’ qualcuno, quella notte, ha scoperto il broglio e ha fermato la truffa informatica giusto in tempo per non ribaltare il risultato delle elezioni. Naturalmente chiarira’ tutto la magistratura che chiedo di poter incontrare”.(AGI)
Red