ELEZIONI: PM, NON C’ERA MOTIVO DI FARE FRODE INFORMATICA
(AGI) - Roma, 27 nov. - Non c’era alcun motivo di attuare una frode informatica finalizzata a trasformare le schede bianche in voti per Forza Italia perche’ i dati comunicati dal Viminale non sono quelli ufficiali. E’ la valutazione della procura di Roma dopo aver ascoltato, come persona informata sui fatti, il direttore centrale dell’ufficio elettorale del ministero dell’Interno. Il dirigente, che ha illustrato tutto il percorso, dal momento in cui viene espresso il voto presso i seggi elettorali alla fase della Cassazione, ha spiegato che i dati ufficiali non vengono mai informatizzati e che, quindi, tutti i passaggi sono fatti a mano. Il Viminale non farebbe altro che raccogliere i dati, convogliarli in un sistema informatico e comunicarli ai cittadini senza che ci sia un giro di verbali o altra documentazione cartacea. Anche nel caso in cui ci fosse stato un errore da parte del ministero - si fa notare a piazzale Clodio - non sarebbe stato rilevante. Al momento, e’ l’orientamento della procura, non emergerebbero profili penali. L’audizione di domani di Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani e’ stata disposta dai magistrati proprio per capire le ragioni della loro denuncia; soltanto se rivelassero l’esistenza di altri canali di possibili alterazioni, allora i magistrati potrebbero riprendere in considerazione l’ipotesi di un riconteggio delle schede. (AGI)
Pot/Glc