MOBBING: CASSAZIONE, E’ ANCHE LASCIARE SENZA LAVORO DIPENDENTE
(AGI) - Roma, 25 mar. - Mobbing: e’ anche lasciare senza lavoro il dipendente. La Corte di Cassazione da’ ragione ad un lavoratore dipendente, rigettando il ricorso della ’sua’ banca. Non solo era stato dequalificato, perche’ assegnato a mansioni inferiori, non solo i rapporti con i colleghi erano diventati tesi perche’ egli era oggetto di scherzi verbali, azioni di disturbo, che via via si erano appesantite nel tempo, ma la sua scrivania, ora di ’semplice’ addetto all’Ufficio smistamento della corrispondenza, era spesso sgombra.
La sezione lavoro della Suprema Corte ha confermato la sentenza della Corte d’appello di Roma, con la quale i giudici avevano accolto le istanze di Alberto L., ‘depresso’ per la situazione che si era creata in ufficio.
I giudici della Capitale, con sentenza confermata dai magistrati di Palazzaccio, hanno innanzitutto detto che viene violato il diritto del lavoratore ad essere adibito a mansioni corrispondenti alla propria qualifica non soltanto quando il dipendente viene assegnato a mansioni inferiori” ma “anche quando questo veda modificate le proprie mansioni con un imponente riduzione in termini quantitativi delle stesse”. E Alberto, come aveva confermato in Tribunale un testimone, spesso aveva una scrivania “completamente sgombra”. E questo dopo essere stato trasferito dall’Ufficio sistemi informatici nel quale doveva provvedere alla registrazione al computer dei dati che riguardavano il pagamento delle rate di mutuo da parte dei clienti, censimenti anagrafici e rilascio di informazioni contabili, all’Ufficio corriere. Ufficio in cui doveva aprire, timbrare e smistare, in mancanza di altri colleghi, la corrispondenza in arrivo. Mansioni, queste, “meramente esecutive”, secondo i giudici d’appello che le hanno valutate “deteriori rispetto a quelle svolte in precedenza” dal lavoratore e non corrispondenti al suo inquadramento di impiegato di prima categoria. (AGI)