COMPETITIVITA’: CICCHITTO, GOVERNO STA FACENDO LA SUA PARTE
(AGI) - Roma, 26 feb. - Se il tema viene affrontato con serieta’ e obiettivita’, la perdita di competitivita’ dell’industria italiana comincia molti anni fa, da quando fu liquidata la divisione informatica dell’Olivetti e da quando fu distrutto da Romiti il gruppo di manager guidato da Ghidella, che sapeva fare l’automobile, per essere sostituito da gente che si e’ impegnata ad allargare e a disperdere l’attivita’ della Fiat in tante direzioni, perdendo la concentrazione sul core business”. Lo ha dichiarato Fabrizio Cicchitto, vice coordinatore di Fi, secondo il quale “certamente il problema della competitivita’ presenta anche i problemi rilevati dal presidente Ciampi”. “Le successive operazioni di privatizzazione, certamente indispensabili - prosegue Cicchitto nella sua nalisi - hanno poi avuto luci ed ombre perche’ hanno anche svenduto a prezzi stracciati pezzi di industria italiana ad alta tecnologia. Nel complesso il capitalismo familiare italiano ha preferito concentrare la sua attivita’, dagli anni 80 ad oggi, nei settori tradizionali ormai insidiati dalla globalizzazione. Per di piu’ una parte cospicua dell’industria italiana e’ nelle mani del sistema bancario.
“Dare al governo Berlusconi la responsabilita’ di tutti questi problemi, che derivano da scelte di un passato remoto e recente,- prosegue il parlamentare - e’ una operazione propagandistica e senza alcun fondamento oggettivo. Certamente oggi e’ necessario intervenire nelle forme rese possibili dal Trattato di Maastricht. E’ quanto sta cercando di fare il governo, a condizione che il mondo industriale e il movimento sindacale facciano la loro parte. In questa situazione fare finta che sulla competitivita’ non influiscano negativamente i problemi derivanti dai vincoli del Patto di stabilita’ e dall’euro forte, significa evitare di fare i conti con tutti gli aspetti della situazione e dare una immagine sbagliata della realta’”. (AGI)